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venerdì 1 novembre 2013

Redirect

Pensavo di riuscire a mantere entrambi i blog aggiornati, ma qui in Nuova Zelanda il tempo vola, e cosi' rimando al blog in inglese (perdonate gli errori linguistici).

radiovibram.tumblr.com

martedì 10 settembre 2013

Lost into Appennino

Ho passato lo scorso finesettimana in casa di amici sull'Appenino Tosco-Emiliano. Sono stati due giorni avventurosi ed insoliti. Per questioni lavorative non ci siamo potuti fermare di più, sarebbe stato curioso concatenare qualche altra cima - gambe/allenamento permettendo!


Genova [h21 circa].
Dopo aver distribuito ruote, copertoni, e pezzi vari per tutta la piazza (stile suq arabo) abbiamo iniziato a caricare la macchina. Un'impresa che si preannunciava impossibile, ma che è stata portata a termine in grande stile dal nostro biker-skipper!

Aulla [h23 circa].
Nelle prossime 2h sbaglieremo strada, valicheremo il passo sbagliato, ed arriveremo a Ramiseto (RE) dopo aver allungato il viaggio di quei 80 tornanti in più... (più che stare al volante sembrava di stare al timone).
Scortati dai nostri amici, dopo 300m di strada sterrata a misura della coppa dell'olio vediamo finalmente la cascina.

Nota: in quelle valli abbiamo incontrato si e no 3 macchine in tutto. Non ci sono case. Non c'è campo per il cellulare. L'Alaska in confronto è più urbanizzata.



Spedizione [h10 - h20].
Esclusa la tranquilla colazione con caffè e crostata e l'arrivo in vetta (intorno l'ora di pranzo), il resto della giornata è stata una parodia del guasto: 
- Un deragliatore posteriore spaccato e piegato. La bici oltrettutto era nuova di pacca!
- Doppia foratura. Stessa persona, medesima ruota.
- Un supporto GoPro spezzato. La videocamera ha spiccato il volo sulla pietraia.
- Una caduta. Qualche graffio.
- Un indice martellato (durante la riparazione del deragliatore).
- Un porta-kit sottosella strappato. Il kit per fortuna lo abbiamo recuperato. 



L'anello, di una cinquantina di chilometri, è stato un piacevole connubio tra creste in quota, favolosi singletrack nel bosco, comode/brevi risalite su asfalto, e sterrate flow tra prati e campi. A forza di sali e scendi il dislivello mi ha bollito per bene e sono tornato in cascina sfatto. Per fortuna la cucina locale ed il vinello mi hanno rimesso in sesto :)

Grazie Jack!

lunedì 26 agosto 2013

Finestra di bel tempo in Valle Maira

Mercoledì sera carico in macchina il materiale: tenda, zaino, un po' di scatolette per sostentarmi ed ovviamente la bici. Per i prossimi giorni ho in mente di girare nella bassa Valle Maira, vedere qualche itinerario nuovo e scattare qualche foto. Uscita solitaria di tre giorni, anche per togliermi dal caos di casa e riflettere un po'.



Ma quanto è bello pianificare tutto prima e stravolgere poi subito dopo. In fondo si è bravi se si è capaci di adattarsi alla situazione, al meteo, al percorso... ed anche all'arrivo, inaspettato, di un'amica - ha affittato per l'estate un'appartamento ad Acceglio.



Il mio Giovedi rimane invariato. Parto metà mattina dal bivio Canosio-Marmora, salgo fino alla b.ta Superiore e dalla chiesetta seguo le indicazioni del PO Percorso Occitano. Da qui parte un singletrack "flow" nel bosco, la cui prima parte è in falsopiano, ma poi dal colle dell'Encucetta prosegue in discesa con tornanti e ripidoni in mezzo agli alberi. Foto non disponibili in quanto mi divertivo troppo a scendere: fuori discussione fermarmi.
Arrivo alla sterrata Napoleonica ed invece di proseguire in discesa verso la statale svolto a sinistra, risalgo un poco la strada bianca - fino ad un'area per il taglio del bosco - e termino sull'asfalto poco a monte del Campeggio sul fiume Maira (campeggio comunale).
Qui "caldo" della discesa decido di salire fino a Prazzo e fare il colle di S. Giovanni per ritornare a Canosio. A meno che uno non debba allenarsi per qualche gara, sconsiglio questa salita: lunga, con pendenze considerevoli ed il rischio di farsi mettere sotto da uno dei numerosi quad che salgono/scendono. Se invece come me amate soffrire allora proseguite pure, il panorama dal colle non è eccezionale, ma regala comunque un bel colpo d'occhio sulla Vallone del Preit.


Complice la compagnia ed il meteo - venerdi - mettiamo nel paniere il classico anello sull'altopiano della Gardetta. Marmora - c.le Esischie - c.le della Bandia - rif. Gardetta - c.le del Preit - Canosio, ossia la classica salita su asfalto che non regala nulla e la panoramica circumnavigazione della Rocca Meja. Birretta di rito e per cena una pizza "rinforzata" ai formaggi.


Sabato - per non stancare la gambe e salvare il mio ginocchio - puntiamo alla classica discesa plaisir dal colle Ciarbonet su Saretto. Quel misto di tecnico alpino facilmente raggiungibile ed immerso in una stupenda valle. Un'uscita che annualmente bisogna fare, magari fuori stagione, prima delle nevicate, in autunno.


Da sabato pomeriggio il meteo si sfoga. In campeggio da me piove soltanto, ma su in valle addirittura grandina - mi comunica la mia amica via sms.


[Foto 1: controllo zaini]
[Foto 2,3: b.ta Superiore Marmora]
[Foto 4: panorama dal Colle Esischie]
[Foto 5: salendo al Colle Ciarbonet]
[Foto 6: Saretto, luce notturna sui rilievi]
[Foto 7: studiando le nuvole]

mercoledì 21 agosto 2013

Don't give up 3/3 - Epilogo a rischio grandine

Domenica 18. Finalmente si riesce ad organizzare un'uscita con le bici e col sole. Saliamo la Valle Stura e lasciamo le macchine a Pietraporzio. Imbocchiamo la classica "autostrada" per il Pian della Gardetta e dopo 1200m non proprio immediati arriviamo in vista del pianoro. Ovviamente siamo già belli scoppiati.

La gita conferma il più puro stile enogastronomico e ci fiondiamo a rotta di collo giù verso il rifugio, il vino e la polenta. Tralascio i particolari, ma posso dire che siamo usciti dal rifugio ampiamente soddisfatti.
Peccato che nel frattempo il sole sia sparito sotto una coltre di nuvole, e l'aria si sia decisamente raffreddata. Puntiamo verso il Colle della Bandia con le giacche addosso ed una congestione galoppante - ed io che pensavo di farmi un pisolino sulle panche al sole.

Al colle inizia a piovere. Mettiamo le ginocchiere e ci buttiamo giù nella Valle della Madonna. A metà discesa sembra quasi grandinare, poi smette. Arriviamo nella seconda metà della discesa, il terreno si fa sconnesso e ricco di tornanti. La valle si stringe, e le pareti ai fianchi regalano una sensazione ottica grandiosa. Si scende su sentiero tecnico ma mai particolarmente esposto o pericoloso - attenzione a qualche tratto! - fino a sbucare dietro al paesino di Sambuco.
Dopo una discesa di questo tipo sotto i caschetti spuntano i sorrisi per la soddisfazione (e la fortuna di averla fatta asciutta). Qui a valle il meteo sembra reggere, pian piano risaliamo su asfalto verso le macchine. Carichiamo le bici, ci laviamo alla fontana e tra una cosa e l'altra sono ormai le sette di sera.


Il mio settimanale "tour de force" termina alle 23.50 sotto casa. Non ci penso nemmeno a scaricare bici e zaini. Giusto il tempo di toccare il cuscino e ... zZz zZz

[Foto ARCHIVIO - elaborata in modo scherzoso con GIMP. Altre foto non sono disponibili dato che la macchina fotografica è rimasta a casa ad attendermi... Dovrò usare doppie checklist per le prossime uscite]

martedì 20 agosto 2013

Don't give up - Parentesi musicale

Venerdì 16. Ancora un pomeriggio di prove per il B'n B Group. Avevamo tutti bisogno di raccogliere le idee, e far uscire un suono più amalgamato. Ci siamo riusciti? Bè, non proprio, ma è solo con l'esercizio che le cose posso migliorare, quindi ci siamo rimboccati le maniche...


Arrivata sera, complice un po' di stanchezza, finiamo per intavolare una discussione sulle emozioni ed il piacere di esibirsi di fronte ad un pubblico, e qui faccio la voce fuori dal coro.
Io suono per il semplice piacere di stare insieme, creare qualcosa di bello, di piacevole da ascoltare, e per l'affiatamento che si crea. Stranamente sono abbastanza "immune" dall'effetto del pubblico, sia dal punto di vista (positivo) della carica mentale/motivazionale che ti può dare, sia dall'effetto (negativo) di paura/tensione per l'emozione di suonare su un palco. Certe serate purtroppo arrivo persino a fregarmene bellamente di tutte le persone laggiù. Questo fatto non significa che io suoni alla buona o sia superficiale, ci tengo molto alla riuscita del brano e mi impegno per suonare al meglio delle mie capacità. Sono contento quando esce un bel suono, una bella esecuzione e vedo un sorriso sui visi delle persone con cui suono, ma non bado agli applausi del pubblico.

A questo punto il batterista esce dicendo "Ma allora perchè farsi questi mazzi, le prove, eccetera, se poi non ti interessa suonare nei locali?". A me piace suonare insieme, che poi lo si faccia nella cantina di un'amico, in sala prove, in giardino, in un teatro o in un pub, non mi cambia nulla. Mi diverte fare jam sessions, mettere in piedi brani nuovi, ri-arrangiare e mi sta bene fare solo 5 date live all'anno piuttosto che tenere lo stesso programma e fare 30 esibizioni dall'esito garantito. D'altronde non sono un professionista, la mia è una passione che faccio nel tempo libero.

Il povero batterista è sempre più confuso ed incredulo. A quel punto mi lascio andare e comincio "E ti dirò di più...". Mi diverto molto di più quando facciamo le prove, perchè certi giorni i brani escono con un suono caldo, amalgamato ed un "bel tiro", cosa che durante le esibizioni non succede mai.
In questi quattro anni che suoniamo - più o meno con questa formazione - mi sarà capitato sei volte in tutto di sentirmi veramente "in estasi" durante un brano. Quel momento magico che dura al massimo un minuto (meno della metà del brano) in cui il cuore batte forte, le dita scorrono, i suoni emozionano, e ti sembra di vibrare. Per me questi rari istanti valgono tutto l'impegno e la fatica fatta.

Su questo punto anche il chitarrista ha un'opinione simile alla mia e tira fuori un'analogia perfetta: lo stato di "flow" nello sport. E' uno stato mentale/fisico di perfetto equilibrio, in cui ad esempio il ciclista perde cognizione di sè stesso come persona ma si sente tutt'uno con la bici ed il sentiero. La concetrazione è altissima, ma lo stress è minimo; i muscoli rispondono e la prestazione sportiva raggiunge i massimi livelli. Nell'arrampicata su roccia questo stato mentale è importantissimo nell'evoluzione verso gli alti gradi di difficoltà.

La discussione prosegue piccante, ma sempre amichevole. Finiamo le birre carichiamo gli strumenti in macchina e torniamo a casa.
Al volante rifletto e mi accorgo che tutta la mia vita si è basata sulla ricerca di questi istanti "magici". Le cime raggiunte all'alba, stare appeso in sosta guardando i giochi di luce sulle creste, i tramonti dietro casa, i singletrack in MTB, la progressione sui ramponi nei canali di neve ... Tanta fatica, allenamento per vivere quei 20 secondi di gioia.
Sono un tipo particolare, lo riconosco, ma non potrei rinunciare alla bellezza della natura ed a nessuno di quei 20 secondi.


Sabato 17. Esibizione a Pianissolo (Roccavignale SV) - festa enogastronomica.
Soundcheck incerto, ma abbiamo terminato a testa alta :)

[Foto: live 2012 al Beer Room Pub (Pontivrea SV)]

venerdì 16 agosto 2013

Don't give up 2/3 - Pioggia in Valle Stura

Approfitto del fresco che entra dalle finestre per accendere il portatile e scrivere due cose. Per domani sera devo essere bello riposato - mi attende una lunga serata di musica, o meglio: monta casse e mixer, fai suoni, esibizione, smonta tutto, e rientro in macchina.

Mercoledì 14. Mattinata trascorsa con i ragazzi del gruppo musicale a fare le prove. Come sempre qualche brano esce subito bene: suoni pieni, improvvisazioni brillanti; mentre qualche altra canzone ha ancora bisogno di un po' di ore di lavoro. Ore che però non abbiamo, quindi si aggiusta quello che si può e si spera in meglio. Ogni tanto capita che un brano "fallimentare" venga poi suonato bene durante l'esibizione live.

Giovedì 15. Dopo il riscaldamento di martedì questo doveva essere un giorno buono per una "spedizione punitiva" su qualche cima alpina, ma arrivato a Borgo San Dalmazzo vengo salutato da una pioggia leggera che bagna il parabrezza. Ultimamente sta diventando un'abitudine il cattivo meteo nelle uscite in MTB con Davide, questione di karma? Semplice sfiga reciproca? Mah...


Raccogliamo due idee di fronte ad un caffè con brioche. Il cielo non si apre ed il bar si riempie di escursionisti che rinunciano a salire in valle col maltempo. Cartina alla mano decidiamo di spostarci in Valle Gesso. Optiamo per una scarpinata  verso un rifugio comodo, una polenta ed un rientro tranquillo.


La bassa valle rimane avvolta dalla nebbia, ma salendo il sole fa la sua comparsa, asciugando le giacche a vento e deliziandoci con un po' di tepore. Non dura molto, ed arrivati al rifugio Questa siamo nuovamente nella nebbia.



Tra una storia e l'altra lasciamo il rifugio alle quattro del pomeriggio, il bicchierino di Génépy tiene alto il morale mentre pian piano si scende verso valle. Le gambe sono indolenzite -  camminando si usano muscoli diversi rispetto a pedalare - la giornata l'abbiamo ancora aggiustata per il meglio, in quota ci siamo stati, ed alla fine le ore sono piacevolmente volate.


Arriviamo al parcheggio intorno alle sei di sera, e quando Davide mi propone un'amatriciana in casa di amici a Gaiola (Castelletto) non mi tiro indietro.
Risalgo in macchina che sono le dieci di sera passate, abbasso i finestrini ed alzo il volume dello stereo: dispositivi anti-stanchezza attivati.

[Foto 1: in macchina salendo in Valle Stura]
[Foto 2: Pian del Valasco e particolare cascata]
[Foto 3, 4: salendo al rifugio Questa - ex-carrareccia militare]
[Foto 5: particolare lago in quota]

mercoledì 14 agosto 2013

Don't give up 1/3 - M.te Tibert

Il mio Agosto è impazzito di impegni (sportivi, musicali, festaioli, ...) e così nelle prossime due settimane mi strapazzerò per bene, ma non mollo!

Martedì 13. La sveglia suona presto, sono le 04:30. E' troppo buio per alzarsi dal letto, così lascio passare ancora 30 minuti. Poi pian piano rimetto in moto mente e corpo. Vorrei un caffè, ma per non fare rumore in casa lascio perdere. Riempio la borraccia prendo lo zaino e salgo in macchina.

La Valle Grana non è molto distante, ed inaspettatamente il traffico è pressochè nullo, ma al primo Autogrill mi fermo: non riesco a proseguire senza un po' di caffeina in corpo.
Gita solitaria per riprendere confidenza con l'ambiente alpino, il dislivello e la fatica. La scelta della metà non è casuale: il comprensorio di sentieri attorno al monte Tibert permette una certa libertà (inoltre non c'ero mai stato).


Un po' di numeri... 10Km di salita al 11% per tonificare e svegliare le gambe (colle Esischie). Seguono altri 8Km di singletrack pedalato con vista (colle Sibolet). Il sole è bello caldo, il cielo sereno, e così aggiungo 150m di dislivello di portagè per raggiungere la cima. Foto di rito. 8Km di singletrack "plaisir" scendendo verso la Bassa di Narbona. Ultimi 5km di "spintage" sotto un sole cocente verso il monte Crosetta ed infine rapida discesa verso il santuario di S. Magno.


Ottimo, riscaldamento fatto! :) Ora lavaggio e lubrificazione del mezzo in attesa dell'uscita di giovedì.

[Foto: 1 Colle Esischie - 2 Singletrack in cresta - 3 Monviso fotografato dalla cima del M.te Tibert + effetto Lomografia]

martedì 30 luglio 2013

Vecchie storie: "Asfalto bollente"

Stanotte ho qualche difficoltà a prendere sonno, succede. Così recupero vecchi post da vecchi blog (Primavera 2009).


E' sabato mattina, accendo il portatile, un rapido sguardo alla posta elettronica, poi controllo le previsioni meteo per il Piemonte. Accidenti, danno una finestra di bel tempo solo per domenica mattina, troppo poco per il mio ritmo di salita rilassato. Non ho voglia di rischiare nebbia e temporali in cresta, così rinuncio, sarà per il prossimo weekend, tanto la cima non scappa. Avviso l'amica che si sarebbe legata con me; lei sempre ottimista vorrebbe partire lo stesso, ma non mi faccio convincere.

Che si fa ora? Di passare la domenica con le gambe sotto al tavolo non se ne parla nemmeno, e quindi giretto in mountain bike. Scelgo un anello che sulle prime non sembra nemmeno troppo faticoso, con una bella e lunga discesa su strada sterrata che promette divertimento. Inoltre mi permette di scollinare verso la costa, il che mi piace (in Liguria il meteo prevede sole). Ho proprio voglia di caldo e profumo di macchia mediterranea. Decido di partire alle prime luci, in modo da pedalare col fresco ed arrivare in riviera a metà mattina.

Preparo un borraccia con succo di frutta allungato, due bottigliette d'acqua, mele, banane, ed una cioccolata. Punto la sveglia sul cellulare, leggo due pagine dal libro sul comodino e mi addormento quasi subito.

Il suono della sveglia interrompe strani sogni, caotici, eppure ho cenato leggero. Sarà un po' di tensione, nervoso. Guardo l'ora, sono le 06.00. In un'oretta scarsa di macchina arrivo all'inizio del percorso, posso permettermi di dormire ancora un pochino, così chiudo gli occhi sicuro di svegliarmi al massimo mezz'oretta dopo.

Mi risveglio, guardo l'orologio: le 08.00, ma porca miseria! Vabbè, di corsa metto sul fuoco la moka del caffè, mi do una lavata sommaria (tanto fra un'ora gronderò di sudore) mi vesto, e dopo poco sono in macchina.

Con tutti i posti che potevo scegliere indovino quello in cui organizzano una gara ciclistica. Sono un pirla! Strade chiuse, una marea di gente, atleti con le tute colorate, bici sofisticate e striscioni degli sponsor ogni due metri. La giornata parte proprio bene... Trovo un buco dove parcheggiare, scendo e tiro fuori la bici dal bagagliaio.
A quel punto iniziano gli sguardi sprezzanti degli atleti: ho un rampichino di 20 anni fa (era di mio padre), rigido e pensantissimo. Poi quando si accorgono che non mi cambio nemmeno - giro in maglietta e pantaloncini di cotone - li vedo rabbrividire e fare cenni di dissenso con la testa. Ignoro lo occhiate sprezzanti, chiedo due informazioni ad un poliziotto (giusto per sapere se posso passare di lì) e comincio a pedalare.

Sto finalmente "assaporando" la strada tranquilla, i prati verde inteso, l'aria fresca del mattino quando, arrivato in centro al paesino dopo, mi trovo la strada transennata. Di nuovo?!? Giro l'angolo: rombo di motori, ed una folla di persone. Inizia a salirmi il nervoso, ma si può essere così sfigati? Cosa c'è stavolta? Ho beccato anche un raduno di auto d'epoca, ma si può?!?

Pian piano mi faccio strada tra le persone, i meccanici, e finalmente sono fuori dal caos. Imbocco la sterrata che mi porterà su fino al colle. Un po' di musica nelle cuffie; finalmente solo io e le pietre lungo il sentiero. In prossimità del colle incontro altri tre bikers, tecnici, con bici molto competitive, ma disorientati, non sapevano dov'erano finiti. Gli indico la strada, gli auguro buona giornata e proseguo.

Arrivo sullo spartiacque, ora finalmente c'è discesa. Guardo l'orologio, sono fuori tabella di un'ora abbondante, pazienza, d'altra parte ho davanti tutta la giornata. Bevo, faccio un po' di stretching, due passi e mi godo il riflesso del mare sull'orizzonte lontano.
Tempo nemmeno cinque minuti e sento un motore avvicinarsi... Alè, ci risiamo... Spuntano due fuoristrada che si piazzano spavaldi sul pianoro. Scendono due coppie, iniziano a tirar fuori da mangiare, apparecchiare sui tavolini dell'area verde, e uno di loro tira fuori addirittura un metal-detector?!? (Giuro, lì per lì non ci credevo nemmeno io. Cercherà le monetine dei turisti... ). Decido che ne ho abbastanza, saluto, allaccio il caschetto, alzo il volume del walkman (non l'ipod ma il walkman: quella scatola con le musicassette che si usava 10 anni fa) e mi godo la sterrata che serpeggia giù verso le spiaggie della riviera.

Sbuco praticamente sulla costa, scelgo di evitare il traffico della statale e mi infilo subito sulla via del ritorno. Mi fermo ad una frazione, prima che la salita parta decisa. Scelgo una chiesetta tranquilla, circondata da alberi, e decido di mangiare qualcosa. La messa è finita da poco, coppie di anziani sono ancora ferme a fare due parole sul portone.
Mi siedo su una panchina, apro lo zainetto, rovisto, non trovo il sacchetto con le mele e le banane. Guardo meglio... Caz***, ho dimenticato tutto sul piano della cucina, ed ora cosa mangio? Maledico la fretta di stamattina, che come sempre gioca brutti scherzi. Pazienza, cerco di prenderla con filosofia, per fortuna ho con me il portafoglio, prenderò qualcosa in giro. Ma è domenica, è tutto chiuso nei paesini, tanto più all'ora di pranzo, ed anche i bar hanno le serrande giù, che si fa? Nulla, un sorso d'acqua, un po' di brezza dal mare e risalgo in sella.

Sono a metà salita, il succo di frutta è finito un bel po' di chilometri fa, e l'acqua cerco di farmela durare fino al colle. Sudo un'esagerazione, e la bici mi sembra davvero pesantissima. Ogni tanto guardo dietro, ho il sospetto di star trainando qualcuno perchè non si può faticare così tanto.

Sogno una vasca di acqua gelata, un frappè al gusto banana e cacao.
Sogno una corona posteriore grande il doppio per demoltiplicare ancora un po'.
Sogno un bel temporale estivo e che l'asfalto finisca presto perchè fa un riverbero manco fossi nel deserto.

In un rettilineo, inizio a vedere le curve di calore sull'asfalto, tutto sembra muoversi. Inizio a zigzagare. Stop è ora di fermarsi, così punto l'unico metro quadro all'ombra e stramazzo lì per terra.

Finalmente ne indovino una: di fronte allo spiazzo c'è una trattoria aperta. Salti di gioia! Giro al contrario la maglietta sporca di fango ed entro. Inutile dire che è piena di gente profumata e ben vestita - che ovviamente mi guarda di traverso - ma questo è l'ultimo dei miei pensieri. Ordino due caffè - sorvoliamo sulla faccia che mi ha fatto la proprietaria. Li zucchero così tanto che cambiano colore. Poi chiedo se hanno gelati confezionati, ma nulla. Sul bancone non ci sono snack, cioccolate, o simili, così esco.

L'effetto dei caffè dura circa venti minuti, poi di nuovo sconforto, e vengo sorpassato da ciclisti agili e veloci. Una tortura psicologica. Poi finalmente il colle, la salvezza. Le visioni di Santi e Apostoli che correvano al mio fianco iniziavano ad essere un po' troppo frequenti e preoccupanti.

Stramazzo per la seconda volta su un bel praticello, fresco, all'ombra del muro di un bar. Entro, metto dieci euro sul banco, ordino un caffè, poi passo in rassegna gli snack più calorici esposti, bevo, compro, ed esco col mio bottino ed un viso matto e sorridente (stile Fitzcarraldo). Una coppia di turisti tedeschi, prende paura, farfuglia qualcosa e decide di pagare ed andare via.

Sto quasi per addormentarmi sul prato, la temperatura è mite, spira una brezza leggera ma ovviamente in questa tragica giornata la magia è destinata nuovamente a spezzarsi. Il proprietario del bar accende la radio e due casse appese al dehor iniziano a sparare musica ad alto volume, e così contro ogni principio vengo bombardato da un misto di liscio-agricolo-mazurca cantato in francese. Ma scherziamo?!?

Raccatto in fretta la mia roba e mi fiondo giù, verso la macchina, verso casa.
Una doccia calda, due massaggi ai polpacci doloranti, ed un piatto di minestra con una generosa collina di parmigiano al centro. Sono questi i miei prossimi pensieri, la mia "meta", mi fiondo giù veloce, stanco, veramente stanco, però in fondo contento.


Questo racconto risale a circa cinque anni fa. Sorrido rileggendo molti miei appunti dell'epoca: alcune storie sono davvero esilaranti, ma ci sono anche molti appunti scritti con durezza. A quel tempo frequentavo l'università, leggevo solo libri di alpinisti, e avevo appena scoperto la mountain-bike (ed avevo un ginocchio senza traumi). Ero un "integralista" della montagna - tolleranza zero - il che significava sveglia sempre prima delle 05.00 partenza con le luci frontali, tanto dislivello, e disprezzo per i merenderos della domenica.
Ora fortunatamente sono più tollerante :)

Falsa partenza... ma col sorriso

Immaginavo che questa estate sarebbe stata diversa, per tanti motivi: lavoro, cassa integrazione, amici che hanno terminato gli studi, altri che si trasferiscono in altre città... insomma c'erano tutti i presupposti perchè non seguisse la solita evoluzione, la medesima routine.
Eppure pensavo che ci sarebbero state più occasioni per scappare in montagna, salire in quota. Pensavo che arrivato a fine luglio il carnet di "salite" iniziasse a prendere consistenza. Almeno un paio di avventure ciclistiche in compagnia, più qualche esplorazione solitaria, ed invece sono davanti ad una pagina bianca.


Non si può dire che abbia battuto la fiacca in questi mesi: di certo non ho pedalato, ma ho lavorato nell'orto, sistemato la casa, per non parlare dei pomeriggi in giro a consegnare CV per tamponare questo periodo di disoccupazione/cassa. Alla fine un giorno si è portato dietro l'altro e questo bel sole mi ha battuto sulla schiena mentre tagliavo l'erba nel campo anzichè essere sulla via per una vetta.



Ho un bel freezer pieno di scorte, i pomodori stanno quasi per colorarsi di rosso, non mi posso certo lamentare, anzi mi hanno fatto persino piacere questi giorni di fatica fisica - ero alienato dalla routine dell'ufficio e dalle odiose luci al neon - ma mi manca l'aria che sa di ghiacciaio ed il panorama dalle vetta.






Lo scorso weekend ho trascorso un sabato sera "leggendario" in baita con gli amici della 24h. Racconti e risate fino a tarda ora, qualche giro di grolla di troppo... Pedalare la domenica è stato uno shock, ci siamo sudati davvero tutti il dislivello, ma sono state ore stupende, ed una serata indimenticabile.

[Foto 1,2: particolare orto/giardino]
[Foto 3,4,5: tramonto in baita a Bardonecchia]

lunedì 3 giugno 2013

24h Finale Ligure 2013

Anche quest'anno la mia presenza alla 24h di Finale Ligure non poteva mancare. Ho contribuito più con lo spirito che con le gambe, in quanto non ho partecipato come atleta. Il viaggio in Patagonia di qualche mese fa, un paio di controlli medici ed infine la brutta sorpresa della cassa integrazione hanno fatto si che avessi la testa altrove: difficile concentrarsi, difficile mantenere un atteggiamento positivo.


La manifestazione è cresciuta fin troppo: quest'anno si ha avuto il record di iscrizioni. Difficile ritrovare lo spirito delle prime edizioni, e soprattutto il "fair play" tra i racers.



Nel nostro piccolo accampamento si cerca di mantenere la giusta filosofia: birra, salsiccia, wurstel ... una 24h impegnativa anche per i ragazzi addetti alla griglia :)